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Capitolo otto – La notte delle streghe… e delle rivelazioni!

Il 31 Ottobre era finalmente arrivato… Quella mattina mi alzai con un sorriso degno della migliore pubblicità di dentifricio stampato sul viso. Mi lavai con molto entusiasmo e poi scesi a fare colazione. Silente quel giorno aveva sospeso le lezioni per permetterci di prepararci al meglio per il ballo. Tra l’altro c’era in programma anche una gita ad Hogsmeade. Mi accertai che Draco ci andasse ovviamente, prima di aggregarmi anche io. La mattina la passai con Harry, Ron ed Hermione in giro per negozi (dopo un’ora a Mielandia dubitavo di riuscire ad entrare nel mio abito). Pranzammo e verso le tre cominciammo ad avviarci per tornare al castello dietro mia insistenza. Non lo vidi affatto quel giorno, eppure lo avevo cercato. Harry disse che se mi giravo ancora a cercare i serpenti mi sarebbe venuto il torcicollo. Ron comprò ad Hermione una collanina con la sua iniziale. A me non piaceva, mi darebbe fastidio avere l’iniziale di qualcuno al collo perché mi farebbe sentire come se fossi di sua proprietà, ma ad Hermione piacque. E dopo quel gesto quei due furono insopportabilmente smielati per tutto il giorno. Comunque, tornati al castello cominciai i preparativi. Mi lavai un’altra volta i capelli e, dopo averli tirati su lasciando qua e là dei ciuffi liberi, passai lo spray brillantinato sui capelli e anche sul corpo. Mi sentivo tutta un luccichio. Per fare questo impiegai tre ore buone. Quando me ne accorsi, infatti, erano le sei e dieci. Mi truccai mettendo dell’ombretto azzurro sugli occhi, la matita nera e appena un filo di rossetto rosa. E infine mi vestii. Il mio abito era azzurro con delle bretelline sottili sul davanti e una scollatura profonda sulla schiena che terminava appena sopra il fondoschiena. Me lo aveva regalato la moglie di Charlie per il compleanno. Misi i miei sandali e mi guardai allo specchio. Ero orgogliosa di me. Ero davvero bella, quasi quasi mi commuovevo a guardarmi. Presi la mia pochette e scesi le scale. Harry, Ron e Neville erano già giù da un pezzo a quanto capii ed Hermione era appena arrivata. Aveva un abito nero tutto cosparso di paillettes che ne slanciava la figura. Anche lei era stupenda (ma mai quanto me!). Quando scesi mi spaventai nel vedere Neville che all’improvviso sbiancò. Ebbi davvero paura che svenisse. Harry invece si avvicinò e mi sussurrò:

- “Credo che stasera dovremo usare la gru per chiudere la bocca di Malfoy quando ti vedrà. Sei bellissima”

- “Lo spero proprio. Anche tu non sei male, Luna è fortunata”

E dopo esserci abbracciati aspettammo Luna e andammo in sala grande. Neville, ripresosi dallo shock iniziale, mi disse che era onorato di avermi con se. Mi dispiaceva abbandonarlo lì, ma ne andava della mia vita. Ci misi un po’ a scorgere Draco tra la folla. Era bello come non mai, con il suo completo nero. Pansy, invece, aveva sfoderato il peggio di se indossando un vestito rosso che la fasciava mostrando i suoi cuscinetti di troppo. Ballai un po’ con Neville e alle nove meno un quarto mi dileguai con la scusa di un mal di pancia fortissimo “Sapete sono in allarme rosso!” dissi a tutti. Harry per poco non scoppiava nello sforzo di non ridere. Arrivai sul luogo dell’appuntamento. Tremavo come una foglia, e certo non era il freddo. Che mi era venuto in mente! Stavo per rivelare a Draco Malfoy che ero io la ragazza che lo amava. Stavo scavando la mia fossa. Ma proprio mentre meditavo la fuga lo scorsi con la coda dell’occhio. Mi sedetti sul muretto e chinai la testa. Lui arrivò lì in meno di quanto avessi previsto. Alzai la testa e mi stupii di non vedere nel suo sguardo nessun disgusto, anzi potevo quasi dire che era piacevolmente sorpreso.

- “Non puoi essere tu, è contro ogni logica. – disse

-  “Sono io, Draco. E mi dispiace di averti deluso. Ma ti amo e non potevo più tacere.” – gli risposi trattenendo a stento le lacrime.

- “Non sono per niente deluso, Ginny. Sono felice. Felice che tu abbia fatto qualcosa che non avrei mai avuto il coraggio di fare. Felice che la persona che amo mi ami così tanto da rischiare così tanto per me. – mi guardò ma io avevo la testa bassa. Piangevo. Mi amava. Come era successo tutto questo? Era un film comico o cosa?

Non riuscii neppure a rispondergli per le lacrime che mi rigavano il volto. Alzai la testa e lo abbracciai. Lo strinsi come se fosse qualcosa che avessi paura di perdere. Lui mi accarezzò le guance e, quando finalmente alzai la testa guardandolo negli occhi, mi baciò. Fu un bacio dolce. E in quel momento desiderai fermare il tempo e perdermi nell’immensità di quell’attimo d’amore che mi era stato dato!  

 

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