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Capitolo nove – Scoperte interessanti  

Dopo essere rimasti un po’ fuori a coccolarci, decidemmo di rientrare. Ovviamente lui tornò al ballo e io No. Non era paura delle reazioni altrui (tipo Ron) solo che mi sarebbe dispiaciuto per Neville. Avevamo tutto il tempo che volevamo per stare insieme… Mi salutò, cercando di convincermi a seguirlo a suon di baci, ma io fui irremovibile. Ci saremmo visti la mattina dopo a colazione. Non volevo fare l’amante, perciò avrei fatto colazione con lui. Io quella notte non chiusi occhio, lui neppure e me lo disse la mattina dopo quando ci incontrammo davanti alla sala Grande:

- “Ti rendi conto che mi hai tenuto sveglio tutta la notte? Ho dovuto fare leva su tutto il mio autocontrollo per non cercare di venire da te…”

- “Se ti può essere d’aiuto, nemmeno io ho chiuso occhio!” – dissi con malizia – “Pronto agli sguardi e ai commenti che ci aspettano di là?” – stavolta ero seria

- “Non mi interessa quello che diranno o faranno” – mi prese per mano ed entrammo in sala.

Ci sedemmo infondo al tavolo dei Serpeverde, dove non c’era nessuno. Ron non ci notò subito, ma si rifece alla grande. Appena lo vidi alzarsi come una furia dal tavolo, seguito da un’indignata Hermione e da Harry che rideva come non mai, capii le sue intenzione e le dissi a Draco:

- “Credo che sta per arrivare il bello” – gli dissi indicandogli Ron

- “Sembra un tornado.. cosa faccio?” – mi chiese

- “Tu niente, ci penso io!” – mi sentivo molto superdonna

- “Ginny, hai perso la memoria o cosa” – mi chiese mio fratello con sarcasmo – “Sei seduta con il fratello cattivo del Diavolo al tavolo della vergogna di Hogwarts.

- “Se vuoi posso cambiare tavolo, ma non la compagnia” -  gli risposi con tutta la mia calma – “E comunque a me non interessa il dove, basta che sto con il mio ragazzo” – lo vidi pensare per un attimo e poi cercare di buttarsi su Draco mentre Harry cercava di fermarlo

- “Che razza di incantesimo le hai fatto, sporco Serpeverde” – urlava dimenandosi

- “Lui non mi ha fatto niente, sono stata io a fare tutto. E ora non uscirtene fuori con la storia che farò vergognare la mia famiglia. Se mi volete bene, vi sforzerete almeno di accettarlo sennò farò le valigie. Sono perfettamente in grado di scegliere chi amare!”

- “Ron, tua sorella ha ragione.” – Harry prese la parola e sia Hermione che Draco lo fissarono sbalorditi – “E’ una sua scelta e vi tocca rispettarla. Spetta a lei decidere della sua vita, e voi dovete solo desiderare la sua felicità; anche se si chiama Malfoy. Non è una stupida, sa quello che fa.” – Ron non sapeva cosa dire. Harry si rivolse quindi a Draco. – “Falle del male e finirai i tuoi giorni al San Mungo.quindi prese Ron e lo spinse via. Lui però mi si avvicinò.

- “Non approvo, ma se è quello che vuoi ti starò vicino comunque… E spero per te che il tuo angelo custode Harry convinca anche mamma e papà a darvi una chance. E tu, falle male e sei morto!”

- “Grazie fratellone”

Si allontanarono. Draco era senza parole. Lo vidi cercare di capirci qualcosa.

- “Fammi capire, Potter sapeva e ci ha difeso e tuo fratello non mi ha ucciso… Con mia madre non sarà così facile, lo sai si?!

- “Per ora limitiamoci ai problemi interni, quelli fuori di qui dopo”.

Finimmo la colazione e poi andammo ognuno a lezione nella propria aula. Passammo insieme il pranzo, la cena e ogni momento libero in quella giornata. E anche in quelle successive per un po’. Si vedeva lontano un miglio che eravamo innamorati persi. Draco era dolcissimo con me e, inaspettatamente, comprensivo verso Ron che ci controllava ad ogni passo. Ma alla fine cedette, anche lui si era accorto che la serpe aveva perso il veleno. Finché, circa due settimane dopo, la McGrannit non mi disse che Silente voleva parlarmi. Mi accompagnò nel suo ufficio e mi sorprese trovarvi anche Draco. Ci scambiammo uno sguardo interrogativo, prima che il preside parlasse.

- “Buongiorno signorina Weasley” – mi disse il vecchio preside – “Ora sedetevi e vi spiegherò come mai siete entrambi qui” – eravamo spaventati e per la paura presi la mano di Draco. “Allora, devo mostrarvi una cosa” – prese qualcosa dalla scrivania e la pose davanti a noi. Era un albero genealogico. Io non ci capivo un accidenti, Draco sembrava capirci molto, invece.

- “Guarda qui, mi disse” – mostrandomi un punto sulla mappa.

- “Katherine Weasley e Draco Malfoy? E’ uno scherzo o cosa? “ – ci capivo sempre di meno

- “Legga accanto, signorina Weasley”

- “Ginevra Weasley, ma questa è la mia trisnonna. E questa era sua sorella.”

- “Furono entrambi rinnegati dalle rispettive famiglie. Erano un disonore. Infatti non compaiono nei vostri alberi genealogici” – ci spiegò il preside – “Ma si amarono fino alla morte, e furono due dei più grandi maghi dell’epoca. Voi siete proprio come loro. Destinati ad essere grandi, insieme. Nel bene. Draco, quanto sa delle tue scelte?”

- “Non sa niente, signor Preside”

- “Beh, se siete pronti ad affrontare la famiglia di Ginny e tua madre, Draco il vostro amore vi porterà lontano. Conto sul fatto che Arthur e Molly siano due persone comprensive e intelligenti e tua madre, beh ormai è da tempo che non ti riconosce come figlio no? Potete andare adesso.”

E infatti ce ne andammo. Scendemmo le scale in silenzio. Ma poi non resistetti e glielo chiesi.

- “Di che scelte parlava, Draco?” – la mia voce tramava per la preoccupazione, e lui se ne accorse

- “Tesoro, non devi preoccuparti” – mi disse prendendomi le mani nelle sue – “Lo scorso anno, quando si è trattato di scegliere per il mio futuro, ho chiesto di poter diventare Auror. Ma non lo sa nessuno. E’per questo che i miei mi hanno rinnegato.

Lo abbracciai di colpo. Ero così felice che non avesse scelto di diventare mangiamorte. Forse c’era una possibilità per noi, davvero.

- “Ti amo” – glielo dissi piano per paura che fuggisse

- Anche io, piccolina mia”

E così tornammo di sotto. Ora ero sicura, il mio destino era accanto a lui. 

 

 

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